MASTOPESSI

La mastopessi è l’intervento finalizzato a rialzare le mammelle e riposizionare il complesso areola-capezzolo nella sede opportuna. La ptosi mammaria, cioè la caduta della ghiandola mammaria è una condizione che può essere del tutto fisiologica in quanto correlata all’avanzare dell’età ed al volume mammario.
Altre cause, quali ad esempio una gravidanza, una importante perdita di peso, una pelle particolarmente sottile ed anelastica possono accelerare tale caduta rendendo la ptosi evidente già in giovane età.

La mastopessi, se è modesta, può essere corretta con un’incisione periareolare completa, rimozione dell’eccesso cutaneo, modellamento della ghiandola residua, posizionamento di una protesi per aumentare la proiezione e sutura a borsa di tabacco (la cosiddetta sutura round block).
La cicatrice risultante sarà intorno all’areola mammaria. Se la mastopessi è importante, è necessario effettuare anche l’incisione verticale sotto l’areola per poter togliere un maggiore quantitativo di cute e modellare meglio la ghiandola residua. L’intervento di mastopessi può essere effettuato senza protesi mammarie o con l’ausilio di protesi.
Nel primo caso noi utilizziamo una tecnica che prevede l’allestimento di una autoprotesi, cioè modelliamo la ghiandola mammaria ptosica come una protesi che riposizioniamo nella sede corretta. La mammella assume fin dalle prime settimane dopo l’intervento un aspetto naturale. Utilizziamo invece le protesi se vogliamo dare un riempimento importante del polo superiore. L’operazione richiede dalle due alle tre ore, viene generalmente effettuata in narcosi ed in regime di day-hospital. Al termine dell’intervento possono essere posizionati due drenaggi che verranno generalmente rimossi dopo 24 ore.

Il seno può cadere di nuovo dopo l’intervento?
Il seno, opportunamente modellato chirurgicamente, si mantiene stabile per diversi anni, ma tenderà a cadere in modo fisiologico con l’avanzare dell’età ed in maniera direttamente proporzionale al peso.

E’ possibile allattare?
L’allattamento è sconsigliato per non compromettere l’esito dell’intervento.